Benvenuti nella Perugia ultradigitale

Benvenuti nella Perugia ultradigitale

Con la Risoluzione del 5 luglio 2012, deliberata alla unanimità, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha dichiarato “il libero accesso alla rete” tra i Diritti Fondamentali dell'Umanità.
Internet è divenuta, ormai, la principale infrastruttura attraverso cui viaggiano conoscenza, comunicazione, informazioni, economia, servizi e democrazia; essa rende la nostra sfera personale infinitamente più ricca, aperta e relazionale.
Un ragazzino che cresce potendo accedere liberamente, e nelle migliori condizioni, ai ricchi mondi che

apre la rete, alle conoscenze e opportunità che essa offre, formerà capacità e abilità che lo distingueranno, e di molto, dal coetaneo che non può disporre di tale possibilità.
Le stesse diseguaglianze sociali vengono, oggi, ad essere oggetto di misurazione attraverso l'effettivo esercizio di questo diritto fondamentale. Partendo da tale osservazione, ci siamo dunque chiesti se un Comune possa garantirne esso stesso l'esercizio: come un tempo i nostri aggregati urbani sono nati mettendo insieme le necessarie infrastrutture -strade, acquedotti, smaltimenti, illuminazioni, ecc.-, può, oggi, un Comune porsi l'obiettivo di realizzare in proprio, per i suoi cittadini, la principale ed essenziale infrastruttura di questi tempi? Liberamente disponibile per tutti, in ogni angolo del nostro territorio comunale, con un accesso totalmente gratuito e con capacità e qualità di ultimissima generazione?
Un'ambizione di tale portata ha necessitato un percorso di approfondimento complesso ed in più direzioni. Alla fine, tuttavia, il preciso mosaico che si è riusciti a comporre consente di rispondere all'iniziale domanda: sì, si può realizzare. Ed allora dobbiamo farlo, qui, adesso, a Perugia, senza perdere tempo, affermando per primi una prospettiva di rinnovata civiltà, subito capace di aprire orizzonti inimmaginabili.
Nello specifico, la tecnologia che ci consentirà di proiettarci rapidamente alla “Perugia 2.0” sarà quella della “banda ultralarga” di ultima generazione, la quale permette una connessione internet con capacità e velocità neanche paragonabili alle attuale adsl (i dati tecnici degli esperti confrontano la tradizionale connessione internet, che nella versione più potente è di 10, al massimo 20 Mega per secondo, con la potenza delle connessioni in fibra ottica di ultimissima generazione dell'ultrainternet, che stanno ormai arrivando sino a nominali 1.000 Mega al secondo). Ė la differenza che corre tra spostarsi in bicicletta e viaggiare con un jet supersonico: in questa potenza ci sono velocità e capacità di trasmissione tali da sostenere, agevolmente, nella migliore qualità di definizione, persino i contenuti di una tv via cavo.
Realizzare un'infrastruttura comunale con queste caratteristiche, liberamente disponibile per singoli, famiglie, imprese ed istituzioni, determinerebbe un vero e proprio salto di civiltà per la nostra Comunità, straordinario moltiplicatore di tutti i fattori di crescita in ogni attività umana.
Facile immaginare rapidi effetti per la nostra economia: tanto in quella più dinamica, rappresentata dalle innovative start up che troverebbero a Perugia un luogo unico al mondo, quanto in quella più tradizionale, che verrebbe a disporre della migliore infrastruttura digitale ancora a molti inaccessibile, così come, infine, nell'apparentemente più statica economia dei valori immobiliari di un'intera città, che potrebbe rimettersi in movimento.
Che l'ultrainternet rappresenti, oggi, uno straordinario fattore di sviluppo umano (l'HDI, Human Developmenet Index, è tra gli indicatori oggi utilizzati dall'Onu) è un dato ampiamente noto, oggetto di molteplici studi che ne evidenziano, scientificamente, la portata da “nuova rivoluzione industriale”.
Necessariamente contenuti nella sintesi di una scheda programmatica, provate anche solo ad immaginare quali servizi, non solo comunali, quali opportunità per le nostre Università, quale fattore di crescita e sviluppo in tutte le direzioni possibili, in una Perugia che ha sempre sofferto di eccessiva marginalità, principalmente dovuta alla distanza dalle principali infrastrutture di comunicazione.
L'idea evolutiva consiste nell'utilizzo della nuova infrastruttura di rete come una vera e propria impalcatura tecnologica a favore del cittadino, puntando così all'applicazione di nuove tecnologie a tutta l’area urbanistica, con particolare attenzione ai meno esperti in campo tecnologico.
Alcune di queste, a titolo esemplificativo: accesso internet in wifi ai cittadini e alle attività commerciali; semplificazione dell'accesso del cittadino alla Pubblica Amministrazione ed ai suoi servizi tramite portali web e applicazioni per mobile; diffusione dell'utilizzo dei pagamenti online; infrastrutture per la realizzazione di app mobili dedicate al turismo: itinerari, tour interattivi, informazioni culturali, prenotazioni, realtà aumentata bacheche virtuali e totem touchscreen connessi ad internet e aggiornabili da remoto (vedi scheda n.); sistemi di videosorveglianza efficiente (vedi scheda n.); piattaforme di e-democracy per un confronto tra i cittadini, per indicazioni e comunicazioni con l'inoltro delle segnalazioni a quegli enti, uffici, infrastrutture interessati (vedi scheda n.); Car Sharing, Prenotazione Taxi; segnalazioni traffico in tempo reale; utilizzo nelle scuole (es. registri elettronici e lavagne interattive), ecc.
Realizzare questo sogno costa circa 120 milioni di euro.
La stima comprende tutta la tecnologia necessaria per una rete che vada a coprire l'intero territorio comunale, comprese le opere civili per mezzo delle quali sviluppare il reticolo sotterraneo dei cavi, in parte mediante l'integrale rifacimento di 200 chilometri di strade (successiva scheda n. 6) e in parte con l'innovativo ed economico sistema delle “minitrincee”, realizzate con i più recenti macchinari che scavano e richiudono sezioni, ai lati delle strade, di 15 centimetri di larghezza e 45 centimetri di profondità.
Nel corso del primo anno, da dedicare alla progettazione dell'opera, verranno precisate anche le fonti di finanziamento che è ragionevole stimare possano essere tratte, per almeno un terzo, da proprie dismissioni patrimoniali e da altri apporti istituzionali, quali finanziamenti europei, nazionali e regionali.
Quand'anche fosse il Comune di Perugia a dover finanziare l'intera opera, ciò potrebbe realizzarsi mediante la costituzione di una società dedicata, sostenibile con 6/7 milioni di euro l'anno per i prossimi trent'anni (nella prima ipotesi, sarebbero non più di 4/5 milioni di euro annui).
In conclusione, la Perugia ultradigitale non è un sogno, ma una straordinaria ambizione che la nostra Comunità può senz'altro realizzare, solo a volerlo.
Iniziando da subito e portandola a compimento in un tempo stimato di tre anni -nei quali rendere l'opera integralmente operativa e “chiavi in mano”-, saremmo i primi a dare la migliore e compiuta attuazione ai principi dell'ONU già richiamati.
Così facendo proietteremo la città che viviamo verso esemplari orizzonti di sviluppo umano, segnando un vero e proprio salto di civiltà, coerente con le migliori fasi della nostra storia, non solo perugina.

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