Benvenuti nella Perugia sicura e serena

Benvenuti nella Perugia sicura e serena

Mettendo da parte analisi e parole, come quelle di sicurezza “reale” e sicurezza “percepita” (ciascun perugino è, infatti, da tempo, in grado di fare le proprie valutazioni) serve, ormai, un'urgentissima terapia d'urto da parte di un Comune che deve assumersi sino in fondo la responsabilità politica di garantire un bene primario ai suoi cittadini.
Le fondamentali azioni che abbiamo a riguardo individuato sono così sintetizzabili:

     1) Occorre prendere atto, anzitutto, degli

effetti che sulla sicurezza hanno prodotto politiche urbanistiche inadeguate, evitando quindi di perpetuare gli errori commessi in passato, quali la realizzazione di quartieri-dormitorio, o la destinazione di fondi ad abitazione.
A fronte di ciò si ritiene necessaria una mappatura delle aree oggi maggiormente a rischio, nelle quali dovrà operarsi un attento censimento degli immobili ivi presenti. A tal fine, l'amministrazione dovrà necessariamente raccordarsi con Agenzia del Territorio, Agenzia delle Entrate e gestori dei servizi, al fine di realizzare un'unica banca dati: così facendo sarà possibile fare emergere sia situazioni di illegalità che di evasione/elusione fiscale.

     2) Parimenti importanti sono gli interventi quali l'illuminazione pubblica e, in generale, le azioni di contrasto alla microcriminalità che passano per il tramite della conservazione del decoro urbano. Tutto quello che, in sostanza, può essere ricompreso all'interno della nota teoria c.d.“Broken Windows”, “finestre rotte”, così spiegata negli anni '80, negli Stati Uniti: “Prendete un palazzo con poche finestre rotte. Se le finestre non vengono riparate, i vandali tenderanno a rompere anche le altre finestre. Alla fine, potrebbero anche entrare nel palazzo e, se libero, potrebbero occuparlo oppure dargli fuoco. Considerate anche un marciapiede dove si accumulano i rifiuti. In poco tempo la spazzatura aumenta. La gente comincia anche a lasciarci i sacchetti con i resti del cibo acquistato nei bar”.
Alla base di suddetta teoria, la considerazione per cui la migliore strategia per prevenire gli atti vandalici, nonché legati alla microcriminalità, sia quella di risolvere i problemi quando sono ancora allo stato embrionale, riparando quelle finestre entro pochi giorni dalla loro rottura, pulendo i marciapiedi e le mura imbrattate della città, regolarmente. In questo modo i problemi non diventano grandi, gli episodi malavitosi diminuiscono e i residenti di quei quartieri non progettano di andarsene. È statisticamente provato che proprio laddove il decoro urbano lascia spazio a degrado ed abbandono, più frequenti sono gli atti di vandalismo e microcriminalità nonché la concentrazione di soggetti legati al mondo dello spaccio, della prostituzione e della malavita in generale.
In tale direzione intendiamo costituire un’unità operativa preordinata al controllo e all'attuazione di tali interventi di “risanamento”, in tutti i quartieri della città, con l'impegno del Sindaco di dedicare a rotazione una mattina a settimana a verificare di persona lo stato dei luoghi e dare il segno della presenza dell'Amministrazione, con attenzione per ogni realtà comunale.

     3) Il necessario coordinamento delle Forze dell’Ordine deve incontrare il costante e sistematico flusso di informazioni provenienti dai cittadini: sono loro i primi a conoscere cosa sta accadendo nei nostri territori.
Il Comune di Perugia, mediante uno speciale Nucleo Operativo della Polizia Municipale, esclusivamente dedicato alla sicurezza cittadina, deve rendersi precisa organizzazione di quell’incontro, nella acquisizione ed elaborazione di informazioni, che divengano tempestivo motivo di intervento, da seguire sino al suo esito (sul tema delle segnalazioni dei cittadini si rimanda anche al punto 8, in uno spazio a ciò ulteriormente dedicato). Verrà inoltre predisposto un ufficio mobile di prossimità per muoversi sul territorio e far fronte alle necessità dei diversi quartieri.
Lo speciale Nucleo Operativo sarà composto da 30 unità, adeguatamente formate, con idonee capacità di acquisizione informazioni, di investigazione, di raccordo ed anche pronto intervento, almeno nelle attività teoricamente “minori”, come identificazioni, contrasto al commercio illegale (pensiamo ai venditori ambulanti nella zona di Pian di Massiano), controllo negli immobili locati (tanto nel centro storico, quanto negli altri quartieri della città), ecc.
Più in generale, dovrà in ogni caso essere riorganizzato l'intero corpo di Polizia Municipale, del quale si dovranno valorizzare le competenze già esistenti e affinarne di nuove, con corsi di formazione ed addestramento ad hoc programmati. Il personale di Polizia dovrà essere sgravato dalle incombenze amministrativo-burocratiche per essere ricollocato fuori degli uffici, con adeguate dotazioni strumentali.
Da verificare, inoltre, la possibilità di realizzare un'unica centrale operativa inter-force come previsto ex lege.
La immediata “responsabilità politica” riconducibile ad un assetto del genere, non lascerà inascoltato nessun cittadino.

     4) La videosorveglianza è diventato essenziale strumento di prevenzione e repressione dei fatti criminosi. Nel pur rigoroso rispetto delle normative in materia, va intensificato l'uso di telecamere pubbliche nelle aree “sensibili” della città, con effettivo e costante monitoraggio dalla centrale operativa comunale dedicata alla sicurezza.
In particolare, si intende installare presso diverse postazioni di ripresa un ulteriore apparato c.d. “intelligente” in grado di rilevare e segnalare automaticamente comportamenti o eventi anomali. Con tali apparati, ad inquadratura fissa, al verificarsi di un evento critico, intercettato dal sistema, sul monitor della postazione di controllo scatterà una notifica di allarme ottico/acustico e verranno rese visibili le informazioni dettagliate dell'evento. Ciò permetterà di catturare l'attenzione dell'operatore al fine di verificare la bontà del segnale ed adottare le opportune azioni in relazione al fenomeno rilevato; tale sistema intelligente segue l'esperienza in tal senso di altri Comuni italiani, es. Bergamo.
A Perugia sono, inoltre, ormai tante le telecamere private poste a presidio di luoghi residenziali o commerciali. É utile a tutti che siano messe in una “riconoscibile rete” per una tempestiva e più efficace capacità di acquisire informazioni utili al perseguimento di un evento criminoso. Va, perciò, fatto un censimento delle telecamere private operative sul territorio comunale, realizzando una loro mappatura, da aggiornare costantemente, così da avere, nell'immediatezza di un fatto, la capacità di sapere quali registrazioni sarebbe utile verificare, potendo subito acquisire immagini che, diversamente, sarebbero automaticamente cancellate nell’arco di 24/48 ore.
Con questa cornice di decisiva pubblica rilevanza, va promossa e sostenuta l'installazione di nuovi impianti privati di videosorveglianza da parte di chi ne ravvisi motivata necessità (cosi prevede la disciplina dettata dal Garante della Privacy), finanziando a fondo perduto il 50% della spesa per il singolo impianto, per un massimo di 5.000 euro, con il corrispettivo obbligo di mantenerlo in operativa efficienza per almeno 5 anni, pena l'integrale recupero del contributo.

     5) A seguito di audizioni richieste nelle sedi istituzionali, è emerso che il primo contatto con le droghe, nella nostra città, si registra tra ragazzini anche di 12 anni di età. Per questo si ritiene necessario concordare azioni di prevenzione e sensibilizzazione in tutte le scuole di Perugia, con riferimento all'uso di sostanze psicotrope, nonché ai temi attinenti bullismo e vandalismo. In ciò coinvolgendo anche famiglie ed associazioni in tali ambiti impegnate.
Il Sindaco si recherà una volta al mese presso un istituto scolastico del territorio comunale per un confronto al riguardo con il corpo studentesco e docente.

 

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