Benvenuti nella Perugia nelle cui strade “potresti giocarci a biliardo”

Benvenuti nella Perugia nelle cui strade “potresti giocarci a biliardo”

Parte integrante della scheda n. 1 sulla “Perugia ultradigitale”, ma che merita una specifica descrizione, è l’integrale rifacimento di 200 chilometri delle nostre strade.
L'occasione, come detto, sarà rappresenta dalla necessità di passare sotto il piano stradale la canalizzazione dei cavi in fibra ottica, tanto più che è oramai arrivato il tempo di mettere mano -radicalmente- al rifacimento della nostra principale infrastruttura cittadina, ridotta in una condizione di degrado non più accettabile, in fortissimo contrasto con la bellezza della

città.
Così come entreremmo con ritrosia nelle nostre abitazioni, che curiamo con arredi, tinteggi e quadri, camminando su di un pavimento sconnesso e malamente rappezzato in ogni dove, non possiamo considerare normale percorrere Perugia evitando di guardare per terra, salvo dovercene accorgere per le continue sconnessioni che neanche i mezzi che usiamo riescono più a sopportare.
Ogni genere di immobile ha un suo tempo fisiologico, nell’arco del quale sono sufficienti le ordinarie manutenzioni, ma arriva inesorabile un tempo oltre il quale è necessario procedere con radicali ristrutturazioni che rinnovino quanto non è più semplicemente emendabile.
Così, anche le strade non si sottraggono a questa elementare regola di comune osservazione: tutti siamo ormai in grado di comprendere che una semplice bitumatura superficiale non può rappresentare una soluzione definitiva e che, in poco tempo, quella strada tornerà come prima. Anzi, se possibile, anche peggio di prima, a causa delle pendenze che hanno perso l'originaria capacità di deflusso delle acque, dei tombini affogati nell'asfalto e dei marciapiedi che non sono più tali. Il tutto viene ad essere anche aggravato dalle continue aperture -per interventi di manutenzione dei sottoservizi o per nuove linee di qualsiasi cosa- poi richiuse al peggio, con rappezzi che hanno finito di rendere le nostre strade in una condizione quasi post-bellica (con molteplici ricadute anche in riferimento alla sicurezza nella circolazione, in particolare per i mezzi a due ruote).
E’ arrivato, dunque, il tempo di metterci le mani seriamente e come necessario, scavando e rifacendo la struttura stradale, ripavimentando nella recuperata stabilità e con le ritrovate quote e pendenze.
Nell’eseguire lavori del genere, l’occasione è quella giusta per rinnovare i sottoservizi, ovvero, per quanto di competenza del Comune, gli scarichi, così da non dover più intervenire, per i prossimi 30 anni almeno, con continue manutenzioni all’inseguimento dell’ultima rottura.
In tal modo tutte le aziende che hanno i loro impianti che percorrono le sottosedi stradali - acqua, gas, elettricità, piuttosto che telefonia o altro- avvisati con il preciso cronoprogramma dei lavori, potranno beneficiare delle opere di scavo e di rifacimento realizzate dal Comune per rinnovare anche i loro impianti: per loro certamente molto conveniente, ma anche comportante la conseguenza che, se non li rinnoveranno, non saranno più consentite manutenzioni straordinarie dei loro impianti se non con l’integrale rifacimento dell’infrastruttura stradale, dal sottofondo, per l’intera sede e congruo tratto, così da tornare ad essere tutta la strada lo stesso tavolo di biliardo che avremo realizzato.
Il rifacimento di 200 chilometri delle nostre strade, con il generale rinnovamento degli impianti che le percorrono nel sottosuolo, ci faranno ritrovare una Perugia bella più che mai, sicura nella sua principale mobilità, efficiente nei servizi e negli impianti del nostro quotidiano, capace di non temere anche il minimo evento meteorologico, come allo stato attuale.
Tempi e costi di realizzazione, relativo finanziamento, sono già compresi nella scheda n. 1 sulla “Perugia ultradigitale”.

 

NOTA:

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