Benvenuti nella Perugia della Cultura e del Sapere

Benvenuti nella Perugia della Cultura e del Sapere

La candidatura di Perugia-Assisi “Capitale Europea della Cultura 2019” costituisce un primo risultato del quale dobbiamo essere felici, senza enfasi inutilmente propagandistiche da un lato, ma allo stesso tempo senza sottovalutare o minimizzare le opportunità che consente subito di cogliere.
Un primo risultato apprezzabile è il convinto impegno di tutti nel condividere percorsi ed obiettivi, anche in sinergia con la vicina Assisi, con un ritrovato senso di Comunità. Tuttavia, la possibilità di prevalere su Cagliari, Lecce, Matera, Ravenna e

Siena nella selezione finale, potrà essere ulteriormente rafforzata anche per il tramite delle ambiziose visioni del presente   programma, la cui realizzazione da parte della nuova Amministrazione sarà capace di esaltare la migliore dimensione europea della nostra Perugia.
La vocazione culturale di Perugia, con salde radici nella storia, ma allo stesso tempo in grado di rinnovarsi nei suoi tratti identitari più attuali, deve tornare ad essere elemento distintivo della nostra universale e speciale riconoscibilità. Le schede che precedono già individuano e spiegano le principali scelte strategiche utili anche per questa fondamentale proiezione, da ritrovare ed enfatizzare nel contesto di una Perugia che riparte valorizzando unitariamente le sue migliori caratteristiche.
In questo quadro, sappiamo, anzitutto, quanto decisive siano le nostre due Università e gli Istituti di alta formazione presenti nel territorio comunale, quali Conservatorio e Accademia di belle Arti.
La fase di crisi dell'Università degli Studi, con sintomatico dimezzamento degli studenti iscritti negli ultimi dieci anni, deve trovare una rapida inversione di tendenza.
Per far ciò si ritiene occorra, anzitutto, porre fine alla condizione di separatezza nella quale, attualmente, sembra vivere la città di Perugia rispetto alle sue due Università. Emblematico il caso della più importante infrastruttura realizzata negli ultimi decenni, il Minimetrò, il cui tracciato, ad oggi, non è funzionale ad alcuna facoltà universitaria. I problemi e le necessità del glorioso Studium sembrano non essere i problemi e le necessità della città: è invece necessario ricreare un rapporto ispirato alla massima collaborazione, affinché Perugia torni a connotarsi come centro universitario, culturale e turistico. Dire Perugia dovrebbe, tra le altre cose, evocare immediatamente il suo essere un tutt'uno con l'Università e la sua storia: come accade per Oxford, Cambridge o, più similmente, con la piccola Lovanio, in Belgio.
In questo senso, le proposte per il rilancio possono essere molteplici e solo per citarne alcune:

- la “Perugia ultradigitale” (già presentata al punto 1) rappresenterà uno straordinario fattore di innovazione e sviluppo applicabile in ogni sua attività, con potenzialità tali da rendere anche le nostre Università un assoluto unicum, con rinnovati livelli di rilevanza internazionale.

- Riteniamo fermamente che con le due istituzioni universitarie occorra instaurare un rapporto di reciproco scambio e coinvolgimento: come avviene in modo continuativo in molteplici esperienze comunali italiane e straniere; i progetti di maggior rilievo che interesseranno il tessuto urbano negli anni a venire dovranno passare anche per l'innovazione e la creatività di cui le Università, e gli altri istituti di alta cultura presenti a Perugia (Conservatorio, Accademia di Belle Arti) sono fucina. Consideriamo, ad esempio, il ripensamento di Piazza Grimana o di altre aree della città: i progetti potranno partire ed essere elaborati proprio nel contesto universitario, così come per le aree verdi, il recupero di ex aree industriali, le manifestazioni della città, e tanto altro ancora.
Un modo per gli studenti di applicare, nella pratica, ciò che studiano nelle aule universitarie.

- Si intende proporre l'affiancamento, ai collegi universitari già esistenti, di un nuovo concetto di residenza universitaria diffusa nel centro storico, utilizzando i tanti immobili -pubblici e privati- rimasti senza destinazione o utilizzo.

- Creazione di un Fablab nel centro storico della città, nel recupero di spazi dismessi e in disuso.

Seppure le Università rappresentino un fiore all'occhiello per la città, la nostra attenzione deve rivolgersi anche alle altre, molteplici, iniziative culturali che Perugia riesce ad esprimere.
In questo senso si intenda dare il più ampio spazio possibile alle manifestazioni culturali: quelle già esistenti e quelle di nuova iniziativa; con il medesimo spirito, intendiamo valorizzare le importanti compagnie teatrali del territorio che, con sempre più difficoltà riescono a trovare risorse e spazi adeguati alla loro attività, nonché realtà come Perugia Classico e Sagra Musicale Umbra.
Non solo si valorizzeranno le iniziative già esistenti ma se ne promuoveranno anche di nuove, al fine di ampliare l’offerta culturale oggi esistente: al riguardo ipotizziamo un premi internazionale d’arte dedicato a Pietro Vannucci (il Perugino) ed un premio di Poesia.
Ci piace, inoltre, pensare ad una città attenta alla crescita culturale di bambini ed adolescenti, valorizzando le molteplici e variegate esperienze nel tempo sviluppatesi, quale quella del sistema educativo integrato, con il quale si è cercato di creare una rete tra realtà inerenti didattica e divulgazione delle arti e della scienza.
Intendiamo salvaguardare il nostro patrimonio culturale: all'uopo, s'individuerà annualmente un monumento cittadino da sottoporre a restauro con il già sperimentato sistema del partenariato pubblico-privato.

 

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