Benvenuti nella Perugia con il centro storico più bello del mondo

Benvenuti nella Perugia con il centro storico più bello del mondo

Anche in questo caso possiamo evitare l'analisi della profonda e progressiva crisi in cui versa il centro storico della nostra Perugia: tutti ne conosciamo, infatti, profili e ragioni della decadenza e siamo in grado di fare i dovuti confronti con la vivacità dei centri storici di altre città italiane, piccole e grandi che siano.
Senza un Centro storico pulsante, con le straordinarie ricchezze che è capace di esprimere, tutta la nostra Comunità cittadina sta andando verso un drastico impoverimento della sua stessa

identità, sociale e culturale.
Sull'essenziale tema della sicurezza consideriamo decisive le proposte sintetizzate nella specifica scheda n. 3, ma bisogna andare oltre, in più direzioni.

     1) Si è sempre detto, a parole, che è necessario riportare residenzialità familiare, anche arricchendo l'offerta commerciale, nonché favorendo l'apertura di nuove, diversificate e qualificate attività, pure dalla vocazione tipicamente locale. Si è sempre detto, sarà dunque arrivato il momento di farlo.
Ci diamo 1 anno di tempo per procedere con l'integrale ricognizione di quanti immobili di proprietà pubblica sono disponibili nel centro storico, al fine di destinarli ad una funzione residenziale. Entro l'anno successivo, si intendono assegnare gli immobili comunali a giovani coppie con un canone di locazione calmierato e facoltà di acquisto al termine dei 12 anni di locazione, potendo scomputare sul prezzo quanto già pagato a titolo di canone.
In 1 anno di tempo, inoltre, procederemo all'integrale ricognizione degli immobili di proprietà comunale liberi e con destinazione commerciale. Entro l'anno successivo, la loro assegnazione per l'apertura di nuovi esercizi commerciali, con canoni di locazione calmierati, purché finalizzati all'utile apertura di diversificate e qualificate attività, in particolare artigianali e tipiche.
In questo specifico quadro va inserito il recupero del Mercato Coperto, da restituire alla più autentica funzione mercatale -come già avvenuto in molteplici contesti cittadini, italiani ed esteri- nell'ottica principale di pubblicizzazione dei prodotti tipici del territorio, artigianali e agroalimentari (si ritiene fondamentale la concertazione con la cittadinanza su tale punto-vedi scheda ).

     2) Nel centro storico di Perugia è necessario profondere un significativo sforzo per contrastare degrado, deterioramento sociale, chiusura delle attività storiche e, per l'appunto, esodo dei pochi residenti rimasti. Occorre un progetto articolato e complessivo con il quale: - riagganciare l'attività di conservazione del contesto urbano al pieno coinvolgimento di chi vi abita od opera; - accrescere un senso di appartenenza dei residenti che non sempre si percepiscono più parte della vita del proprio quartiere; - far discendere dal ritrovato senso di appartenenza e dal maggior coinvolgimento di tutti un controllo del territorio funzionale alla lotta contro le nuove e vecchie criminalità e alla intercettazione delle emergenti e spesso poco conosciute forme di disagio sociale
I vecchi Rioni, in quest'ottica, rappresentano uno strumento attualissimo grazie al quale i cittadini che vivono il centro hanno la possibilità di recuperare quello spazio di impegno civile e sociale nel tempo andato perso. Le mirabili esperienze portate avanti in alcuni Borghi e Vie dell'Acropoli ce lo insegnano.
Con la rivitalizzazione degli antichi Rioni perugini intendiamo innescare un clima di sana “competizione” entro il quale ogni Porta aspiri a primeggiare per pulizia e decoro, vivibilità e attrattiva turistica.
In tale prospettiva, in un secondo momento, una volta riattivato lo spirito del Rione e partendo da un diretto coinvolgimento di tutte le associazioni di quartiere già operanti, si potrebbe pensare, se dovesse trovare consensi nella cittadinanza, alla progettazione di una possibile festa -con cadenza annuale- ove far rivivere le specificità delle singole realtà rionali.

     3) Siamo ormai ben consapevoli di quanto ci è costato e continua a costarci il minimetrò: dobbiamo quindi concentrarci a recuperarlo, in particolare, con riferimento all'accessibilità al centro storico. Con questo obiettivo, va emesso un biglietto ad hoc per lo specifico utilizzo del minimetrò, portandolo a 90 cent. a corsa, oppure pensando alla possibilità di ricreare biglietti con prezzi diversi a seconda della durata necessaria: es. da 20-40-70 minuti, così da incentivarne il suo utilizzo anche per brevi tratte. (Sul Minimetrò e sul suo possibile, futuro sviluppo, si rimanda amplius al punto relativo alle infrastrutture).
Con la stessa finalità di favorire la mobilità verso il centro storico -seguendo l'esempio di molteplici città italiane più flessibili della nostra nelle loro aperture- va rivisto l'intero sistema Ztl. È un dato di fatto che lo stesso, ad oggi, è per i più segnale di un centro storico chiuso e ciò a prescindere dagli orari di apertura di volta in volta applicati.
Conseguentemente, dovrà ripensarsi l'accesso al centro, partecipando le scelte future con la cittadinanza ed in particolare con coloro che nel centro vivono ed operano. Le ipotesi sulle quali si ritiene di aprire un confronto sono le seguenti: -revisione della collocazione dei varchi d'entrata (ad esempio, si ipotizza lo spostamento della telecamera d'accesso sita oggi in prossimità della sede RAI, sino in Piazza Italia, all'incrocio con Via Baglioni, così da consentire il transito di autovetture alla Piazza); - ipotesi di Ztl “a tempo”, per la quale, cioè, sia possibile sempre accedere in centro, permanendovi, tuttavia, non oltre un determinato arco temporale (es. 40 minuti). Ciò sarebbe possibile con l'utilizzo delle telecamere Ztl in uscita già predisposte; - apertura notturna tutto l'anno sino alle ore 2:00 senza distinzione tra periodo invernale ed estivo, così da non ingenerare incertezza nei cittadini che spesso non sono a conoscenza degli orari di funzionamento dei varchi Ztl.
Dette eventuali rivisitazioni dell'accesso al centro, nella direzione di una maggiore apertura dello stesso, dovranno essere poi accompagnate dall'incremento delle aree pedonali, da pianificare nelle zone che verranno progressivamente risistemate.

     4) E' più che mai necessario rinegoziare con Sipa i prezzi dei parcheggi, nonché progettare un sistema di nuovi parcheggi a corona -anche di servizio per i residenti- così da eliminare la situazione di monopolio esistente.
Inoltre, recuperando l'esperienza di altre città, intendiamo introdurre un biglietto del parcheggio integrato con un sistema di navette che conducano in centro.

     5) Va sviluppata l'idea di Centro Commerciale Naturale, anche con l'utilizzo di strumenti innovativi quali la riproduzione virtuale delle singole attività commerciali, della loro storia e dell'offerta merceologica in un apposito sito web (implementato grazie alla tecnologia di cui alla scheda 1).
Nella medesima ottica si intendono incentivare i mercatini rionali e di artigianato.

     6) Va promossa una sistematica programmazione di eventi -valorizzati nello splendido contesto del nostro centro storico- ovviamente tendendo al miglior livello, anche culturale e ponendoci l'obiettivo di favorirne quanti più possibile, predisponendo un preciso calendario che impegni i luoghi storici di Perugia per almeno due fine settimana al mese. Da iniziare subito per avere una programmazione con questa cadenza entro, al massimo, 1 anno.
Tutto questo, con integrale ricognizione e riqualificazione delle aree del centro con arredi, pulizia, segnaletica ed il migliore recupero di spazi ed edifici pubblici, quali la Rocca Paolina, della quale va ripensato l’utilizzo, ad esempio riaprendo alla visita ed all'uso temporaneo (per mercatini, mostre, etc.) i tanti spazi ora chiusi, accessibili fino a quindici anni fa, che oggi sono usati come magazzini (!). Suggestivo luogo monumentale unico nel suo genere, capace di attrarre significativi flussi turistici, ancor più ove inserito in un percorso museale della Perugia sotterranea. Nell’arco, massimo, di 1 anno, si può realizzare anche questo obiettivo.

     7) É indispensabile tornare ad offrire nel luogo storico della città la riapertura di contenitori culturali e di intrattenimento quali il Pavone ed il Turreno. É necessario individuare spazi per riportare cinema, musica e teatro locale nella rinnovata vitalità del cuore della nostra città.

     8) Occorre pensare, in modo concertato e condiviso, ad un nuovo assetto urbanistico e sociale per Piazza Grimana: anche nell'ottica della Candidatura di Perugia a Capitale europea della Cultura 2019, nella splendida opportunità che avremo di poter ammirare l'Arco Etrusco nel suo antico splendore a seguito dell'opera di restauro, non possiamo pensare di mantenere l'attuale conformazione della Piazza. Bisognerà rivederne la conformazione e la viabilità, attivando anche, se possibile, un contest universitario che coinvolga studenti e docenti nel ripensamento della Piazza.
Non solo l'Arco etrusco ma l'intera cinta muraria delle mura etrusche andrà restaurata ove occorre e valorizzata al massimo (ad esempio con un'illuminazione ad hoc ed un percorso turistico appositamente studiato), ciò anche al fine -ulteriore- di sostenerne la sua candidatura a sito patrimonio dell'Unesco.

     9) Va, infine, ma è obiettivo prioritario, realizzata una sistematica, anche permanente, campagna di comunicazione/informazione che ricordi ai perugini cosa è il centro storico per tutti noi, ovunque abitiamo o lavoriamo. Vanno fornite tutte le informazioni di dettaglio utili ad avere chiare le opportunità e attività che vi si possono trovare: commercio, ristorazione, cultura, servizi pubblici e privati, giorni e orari di apertura, tutte le varie modalità di accesso al centro, orari e loro precisi costi, chiari gli orari della Ztl. Un minuto e preciso vademecum che consenta di sapere che è semplice, bello ed utile, tornare a vivere, quando possibile, i luoghi della nostra migliore identità.
Campagna di comunicazione/informazione da realizzare mediante i classici strumenti di stampa e diffusione, come anche sul web mediante sito dedicato. Con minimi costi e tempo di realizzazione nel massimo di 8 mesi dall’insediamento della nuova amministrazione.

 

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